settembre 18, 2017 by Alessandro Scarpa News, Uncategorized 0
L’unica certezza che volevo raggiungere era realizzare la mia passione

E’ ormai anacronistico pensare al lavoro come al “posto fisso”. Ma allo stesso tempo è una follia vivere di sogni senza prima rimboccarsi le maniche. I miei genitori, operai, mi hanno insegnato il valore del sacrificio e dei piccoli passi, della perseveranza. E’ per questo che dopo il diploma ho iniziato a lavorare come impiegato in un’agenzia di spedizioni internazionali. I weekend li trascorrevo a fotografare, le serate a post-produrre i miei scatti insieme al mio amico Carlo Albertini, durante il giorno lavoravo. Organizzavo le mie esposizioni, realizzavo reportage, esplorazioni, non mollavo nemmeno per un istante la mia passione, ma tenevo i miei piedi ben ancorati per terra.

Poi un giorno la telefonata, quella che ti cambia la vita. Tutti noi prima o poi ne riceviamo una. La mia arrivò una sera d’estate del 2011. Un docente di fotografia all’ISFAV di Padova, Bruno Carnevali, al quale avevo presentato alcuni miei lavori per chiedere un suo autorevole parere. Mi propose di collaborare con uno studio fotografico di Mestre, affermando che avevo tutte le carte in regola per poter fare il fotografo di professione.

Detto fatto. Da fotografo della domenica a fotografo di matrimoni ed eventi, senza mai abbandonare la passione per la fotografia di Urban Exploration, il passo è stato breve. Nel 2013 ho potuto fare il grande passo: lasciare il mio lavoro fisso, sicuro, a tempo indeterminato per avventurarmi nella professione di fotografo a tempo pieno. La migliore scelta che potessi fare.

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