settembre 11, 2017 by Alessandro Scarpa News, Uncategorized 0

Esplorazione dell’anima di Porto Marghera

Mi ha sempre affascinato l’esplorazione. La mia curiosità mi ha condotto dal Kenya a Chernobyl fino nel cuore della mia città, ad indagarne la sua storia più recente. Sono entrato nel cuore di Porto Marghera, lì dove sorgevano le fabbriche che hanno segnato la storia e la rinascita industriale del Veneto e di tutta l’Italia. Oggi ne rimangono solo le fondamenta. Un’immagine emozionante, forse inquietante. La natura si sta lentamente riprendendo il suo spazio avvolgendo i resti di un passato indelebile che resta lì, fisso nella memoria di questa terra, come una cicatrice. Ho trovato uno spazio fondamentalmente vuoto. Un vuoto tutto da riempire di futuro. Qui, proprio sopra queste cicatrici, sorgerà la Porto Marghera del futuro. Qualsiasi esso sia. Per me e Carlo Albertini è stata un’esperienza avvincente, che ci ha molto toccato. Questa è la fotografia di un istante che comprende passato, presente e futuro. Noi abbiamo immortalato tutto questo, offrendo alla nostra città, attraverso la mostra “PM100” (in esposizione al Candiani dal 2 settembre al 1 ottobre 2017), l’opportunità di immaginare il suo futuro a partire dalla consapevolezza e la memoria del suo passato.

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