settembre 18, 2017 by Alessandro Scarpa News, Uncategorized 0

L’unica certezza che volevo raggiungere era realizzare la mia passione

E’ ormai anacronistico pensare al lavoro come al “posto fisso”. Ma allo stesso tempo è una follia vivere di sogni senza prima rimboccarsi le maniche. I miei genitori, operai, mi hanno insegnato il valore del sacrificio e dei piccoli passi, della perseveranza. E’ per questo che dopo il diploma ho iniziato a lavorare come impiegato in un’agenzia di spedizioni internazionali. I weekend li trascorrevo a fotografare, le serate a post-produrre i miei scatti insieme al mio amico Carlo Albertini, durante il giorno lavoravo. Organizzavo le mie esposizioni, realizzavo reportage, esplorazioni, non mollavo nemmeno per un istante la mia passione, ma tenevo i miei piedi ben ancorati per terra. Poi un giorno la telefonata, quella che ti cambia la vita. Tutti noi prima o poi ne riceviamo una. La mia arrivò una sera d’estate del 2011. Un docente di fotografia all’ISFAV di Padova, Bruno Carnevali, al quale avevo presentato alcuni miei lavori per chiedere un suo autorevole parere. Mi propose di collaborare con uno studio fotografico di Mestre, affermando che avevo tutte le carte in regola per poter fare il fotografo di professione. Detto fatto. Da fotografo della domenica a fotografo di matrimoni ed eventi, senza mai abbandonare la passione per […]

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settembre 11, 2017 by Alessandro Scarpa News, Uncategorized 0

Esplorazione dell’anima di Porto Marghera

Mi ha sempre affascinato l’esplorazione. La mia curiosità mi ha condotto dal Kenya a Chernobyl fino nel cuore della mia città, ad indagarne la sua storia più recente. Sono entrato nel cuore di Porto Marghera, lì dove sorgevano le fabbriche che hanno segnato la storia e la rinascita industriale del Veneto e di tutta l’Italia. Oggi ne rimangono solo le fondamenta. Un’immagine emozionante, forse inquietante. La natura si sta lentamente riprendendo il suo spazio avvolgendo i resti di un passato indelebile che resta lì, fisso nella memoria di questa terra, come una cicatrice. Ho trovato uno spazio fondamentalmente vuoto. Un vuoto tutto da riempire di futuro. Qui, proprio sopra queste cicatrici, sorgerà la Porto Marghera del futuro. Qualsiasi esso sia. Per me e Carlo Albertini è stata un’esperienza avvincente, che ci ha molto toccato. Questa è la fotografia di un istante che comprende passato, presente e futuro. Noi abbiamo immortalato tutto questo, offrendo alla nostra città, attraverso la mostra “PM100” (in esposizione al Candiani dal 2 settembre al 1 ottobre 2017), l’opportunità di immaginare il suo futuro a partire dalla consapevolezza e la memoria del suo passato.

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